Otticatelescopio.com

Puoi contattarci:

info@otticatelescopio.com 0823 / 1540956 3492588243

Punto Vendita: Via Cairoli 93/95 San Nicola La Strada CE 81020

Il Tuo negozio di Astronomia, Stampanti 3D, Droni e Robotica di fiducia. Vendita e Assistenza!
Search - EasyDiscuss
Search - Easy Blog
Phoca Download Search Plugin
Search - VirtueMart
Categorie
Cerca - Contatti
Search - Content
Cerca - Newsfeeds
Search - Tags
AcyMailing - Search emails in Joomla search bar
PLG_JEV_SEARCH_TITLE
0
Prodotti nel Carrello
0
×
 x 

0

Nessun evento
Primo Telescopio
fonte: comefunziona.net   Introduzione: Se qualche volta vi siete fermati ad osservare per caso le s...
Guide Pratiche
Collimazione del binocolo: Tutti i modelli dal 10x50mm al 25x100mm   Cos'è un binocolo? Un binocolo ...
Primo Telescopio
  I Newton hanno uno schema ottico a specchi che sono soggetti a scollimazione, quindi di tanto in t...
Tutorial
fonte: amicidelmicroscopio.it      COME SI PREPARA UN VETRINO Il campo d'indagine per il microscopis...
Primo Telescopio
fonte: DanieleGasparri.com   La montatura del telescopio amatoriale: Quasi ogni telescopio amatorial...
Primo Telescopio
Primo Utilizzo: Chi acquista il suo primo telescopio astronomico molte volte si vede degli accessori...
Prodotti
Manuali in italiano e Inglese per i prodotti Celestron, Skywatcher, Konus, OTS e tanto altro Solo Gl...
SharpCap
fonte: sito ufficiale SharpCap Traduzione: Google Supervsione e Correzione: Otticatelescopio.com   S...
Primo Telescopio
L'utilizzo dei Filtri colorati e non solo per Telescopi fonte ispirazione articolo: hoerspielpage.de...
Software
fonte: il web   Descrizione Raccolta dei migliori software gratuiti per l'acquisizione d'immagini as...
Aspetta un minuto, mentre stiamo sistemando il calendario
10 Giugno 2021
Scegliere il primo telescopio
 Voglio un telescopio ma quanto costa? Ognuno di noi che ha pensato almeno una volta di voler p...
03 Giugno 2021
Informazioni di Servizio
Il Marchio Anycubic è di proprietà di un'azienda cinese che nel tempo si è fatto strada nel mondo de...
02 Giugno 2021
Tronxy
 L'Azienda Tronxy Tronxy è un azienda cinese di stampanti 3D, riferimento per molti appassionat...
02 Giugno 2021
Attualità e News
La storia del Brand dei prodotti Aukey sta facendo il giro del web, sembra che per l'azienda sia&nbs...
26 Maggio 2021
Scegliere il primo telescopio
Quale Telescopio Comprare: Consigli e Pareri sul primo telescopio   Introduzione all'acquisto del te...
19 Maggio 2021
Astronomia
Saturno: Quale telescopio e quanti ingrandimenti per vedere e osservare il pianeta.   Introduzione: ...
14 Maggio 2021
Primo Telescopio
Telescopio da 500 euro | I Migliori Selezionati per voi fino da 500€   Introduzione: 500 euro per un...
13 Gennaio 2021
Informazioni di Servizio
Orari di Apertura del Punto Vendita                     Questi sono i nostri orari aggiornati Lunedi...
06 Gennaio 2021
Informazioni di Servizio
Consulenza con lo Shop Manager E' possibile chiedere consigli per un'acquisto di un prodotto prima d...
06 Gennaio 2021
Informazioni di Servizio
Per il Sito e Ordini  Per gli Ordini sul Sito: Si Consiglia se si ha urgenza di ricevere i prodotti,...
06 Gennaio 2021
Informazioni di Servizio
Gestione Resi e Recessi Ordini Recesso: Otticatelescopio rispetta il Diritto di recesso secondo quan...
06 Gennaio 2021
Informazioni di Servizio
Comunicazioni Corrieri, Spedizioni e Consegne "Otticatelescopio seleziona il corriere in base alle d...
06 Gennaio 2021
Informazioni di Servizio
Punto Vendita Otticatelescopio Il Punto Vendita è operativo in sicurezza fino a nuove comunicazioni,...
28 Dicembre 2020
Guide e Tutorial
Stampante 3D Guider II Flashforge: Consigli Pratici Guida Adatta anche per stampanti simili   Introd...
18 Novembre 2020
Informazioni di Servizio
Gentili Clienti Otticatelescopio,   Visto che:l’impatto Covid 19 sulla vita, sulle abitudini e sull'...
18 Novembre 2020
Informazioni di Servizio
Gentili Clienti,l’impatto devastante della pandemia SARS COVID-19 sulla vita, abitudini ed economie ...
18 Novembre 2020
Informazioni di Servizio
Gentili Clienti,l’impatto devastante della pandemia SARS COV2 sulla vita, abitudini ed economie di t...
07 Novembre 2020
Guide e Tutorial
Prezzi Stampante 3D Offerte e la scelta tra economica ma senza perdere qualità   Introduzione alla S...

Blog Otticatelescopio

Forum e guide per utilizzare al meglio telescopi, binocoli e microscopi. Scegliere il primo telescopio e trovare risposte a tante domande.

Un consiglio su quale telescopio comprare.

 

Per chi vuole intraprendere l’astronomia non c’è niente di più bello che acquistare un telescopio e cominciare ad osservare. Ci sono comunque dei consigli da seguire prima di procedere a questo passo, l’osservazione astronomica non è semplice e se non si procede a piccoli passi si finisce per rimanere delusi e peggio ancora si buttano via tanti soldi.


Il percorso da seguire per appassionarsi all’astronomia è il seguente:

Per prima cosa cominciate a studiare le stelle e le costellazioni (con uno dei tanti software gratuiti che potete scaricare dalla rete o con un buon vecchio atlante) in modo da orientarvi nel cielo. Questo sarà fondamentale per il proseguio dell’attività di astrofili. Se avete un binocolo, cominciate ad ossevare le costellazioni e le stelle che man mano imparate. Vedrete che le soddisfazioni non mancheranno.

Una volta acquisita una certa dimestichezza, cercate se possibile di associarvi ad un gruppo di astrofili della vostra città. Questo è un passo importantissimo perchè potrete acquisire delle nozioni pratiche e soprattutto cominciare ad osservare con i diversi tipi di telescopio.

Dopo qualche mese, quando avrete capito cosa veramente vi piace (i pianeti, il cielo profondo, la fotografia astronomica), sarete in grado di acquistare un telescopio che fa al caso vostro.

Fonte: answers.yahoo#com

 

Come utilizzare un telescopio.

 

Domanda:

ho da 2 mesi ke ho un nuovo telescopio d=60mm f=700. la luna riesco a vederla benissimo, ma ieri sera c’era la congiunzione luna-giove e giove lo vedo come un pallino giallo con i satelliti se lo metto più a fuoco diventa più grande ma nn riesco a vederlo benissimo: lo vedo sfocato e poco luminoso.

Continua a leggere

fonte: comefunziona#net

 

Guida su come funziona un telescopio

Se qualche volta vi siete fermati ad osservare per caso le stelle dal vostro terrazzo oppure se siete degli appassionati e conoscete tutte le costellazioni del cielo a memoria, sicuramente avrete pensato almeno una volta ad usare un telescopio.

Magari per guardare la Luna, oppure gli anelli di Saturno o magari una galassia lontana milioni di anni luce da noi!

Continua a leggere

fonte: Otticatelescopio.com

 

Introduzione:

Molte volte capita che quando si cerca con google un prodotto la prima cosa che si fà è scrivere il termine esatto del prodotto che si cerca e da li iniziare la nostra ricerca o andare su siti conosciuti e fare li l'acquisto cieco senza sapere cosa si va ad acquistare. 

Scrivo ciò non perchè io sia più bravo di te ma forse perchè ci sono passato prima di te!

Continua a leggere

Introduzione:

Tutti gli amanti di astrofotografia sanno molto bene che quando si utilizza una macchina fotografica reflex o compatta per fare una normale fotografia, abbiamo la possibilità di poter scegliere l'ingrandimento che si presta meglio per ciò che si adatta per ciò che stiamo riprendendo passando da riprese grandangolari (come ad esempio 20mm di focale) fino a quelle a maggiore ingrandimento (come ad esempio 200mm di focale). Questa facilità di scelta non è possibile averla invece in astrofotografia per via di diversi fattori, come i particolari schemi ottici dei telescopi e della particolare diversità e tipologia di oggetti da riprendere. In questo caso la focale di ripresa del nostro strumento da un'ingrandimento fisso che può essere variato con accessori aggiuntivi (come riduttori di focale o lenti di Barlow) ma sempre e comunque con alcuni limiti che con la normale fotografia non abbiamo.

 

Esempio:

Ad esempio, escludendo alcune e costose soluzioni a volte usate solo dei professionisti, un telescopio ottimo per riprendere immagini di pianeti o della Luna difficilmente potrà essere usato a corta focale per fotografare gli oggetti deboli (e viceversa). Per questo motivo, quando dobbiamo scegliere un telescopio che si presti bene per l'astrofotografia, è necessario prima di tutto capire quale preferenza abbiamo o almeno cosa preferiamo fotografare pianeti o nebulose? o se vogliamo uno strumento polivalente che si adatti quanto più possibile ad entrambi gli scopi.

Continua a leggere

Scelta Telescopio Guida

Il telescopio guida viene scelto in rapporto alla focale dello strumento principale, di solito la focale dello strumento guida è di 1/3 dello strumento principale, per fare un esempio pratico:

Telescopio Principale: Focale 1000

1000 : 3 = 333.33

Quindi il telescopio guida deve avere un focale tra i 300 / 400

 

Continua a leggere

Telescopio da 500 euro | I Migliori Selezionati per voi fino da 500€

 

Introduzione:

500 euro per un telescopio è un ottimo budget che permette di selezione diversi prodotti tra sia su montatura che su base in legno come un dobson. E' possibile scegliere tra configurazione dobson, altazimutale o equatoriale per chi vuole avvicinarsi all'astrofotografia facendo le prime esperienze.

 

Continua a leggere

Primo Utilizzo:

Chi acquista il suo primo telescopio astronomico molte volte si vede degli accessori che non sa cosa siano e questo crea disagio e confusione. E' da dire che non tutti i telescopi hanno in dotazione un manuale d'utilizzo ma semplici illustrazioni per il montaggio. Con questa breve guida realizzata da conversazioni reali ( domande poste ) con i nostri clienti vi aiuteremo a questo primo approccio con il vostro telescopio.

 

Cosa sono gli oculari?

Gli oculari sono degli accessori a forma cilindrica ( barilotti ) con scritto sopra dei numeri es: 20mm, 8mm etc.. che indica la focale dell'oculare. Questo accessorio permette di avere degli ingrandimenti con il vostro telescopio. Più il numero è piccolo più gli ingrandimenti sono alti, più il numero è grande e più gli ingrandimenti sono bassi. E' da dire che con i classici oculari in dotazione con il vostro telescopio più è alto l'ingrandimento più il campo inquadrato si ristringe, mentre più è basso più è esteso il campo inquadrato.

 

Come si calcolano gli ingrandimenti?

L'ingrandimento come abbiamo detto è ottenuto utilizzando gli oculari ma lo stesso oculare su un telescopio diverso può dare diversi ingrandimenti. Possiamo mettere a confronto due tipologie di telescopi un dobson da 200 / 1200 e un rifrattore da 70 / 900 con differente lunghezza focale e poter vedere come lo stesso oculare può dare diverso ingrandimento e come si calcolano gli ingrandimenti.

Continua a leggere

Scegliere il primo telescopio per iniziare

La passione si fa strada e si accende la voglia del primo telescopio,  ecco che si inizia la ricerca su i forum, su facebook, youtube e si è sempre più confusi dalle tante opzioni, o ci si affida a grandi store dove comprare a prezzi bassi per poi ritrovarsi con uno strumento che non soddisfa l'esigenza. Vero posso fare il recesso, ma poi? Tutto questo spreco di tempo cosa comporta alla mia passione? Forse troppo difficile, troppo complicato, non so utilizzarlo, non fa per me, oppure ci si limita all'osservazione della sola luna per poi abbandonare lo strumento nello scantinato a prendere polvere.

 

A cosa prestare attenzione nella scelta?

  • Assistenza 
  • Garanzia
  • Consulenza
  • Postvendita
  • Fornazione
  • Qualità Ottica e Meccanica
  • Prezzo

 

Il nostro consiglio è iscrivi al nostro corso ABC dell'astrofilo o chiedi una consulenza con un personale preparato a consigliarti per la scelta dello strumento migliore e più idoneo alle tue esigenze.

Continua a leggere

fonte: otticatelescopio

 

Hai acquistato un telescopio su amazon e ti serve aiuto per trovare accessori, aiuto per il montaggio o consigli sull'utilizzo? Sei nel posto giusto, possiamo offrirti servizio assistenza per qualsiasi tua esigenza o problematica supportandoti per far creascere la tua passione.

 

Scrivici da questa pagina e saremo lieti di aiutarti

Continua a leggere

fonte: astrolab.altervista.org / otticatelescopio.com

 

Introduzione:

I Dobsoniani puri visualisti conoscono un metodo di osservazione chiamato star hopping che significa letteralmente saltellare tra le stelle. Quindi si parte da una stella ricostruendo mentalmente il disegno della costellazione e si trova l'oggetto, unico problema per cui poi sono nate le montature goto è il cielo inquinato dalle luci dove non tutte le stelle sono visibili e quindi rende difficile questa tecnica, però se vi allenate ci si riesce, è consigliato utilizzare un oculare a largo campo o a bassi ingrandimenti per avere una visione migliore. 

 

Continua a leggere

Primo incontro con il Telescopio

Anche se è tra gli argomenti più trattati nell’astronomia amatoriale, la scelta del primo telescopio è tra le cose più impegnative ma anche divertenti da fare. 

Quante volte un nostro amico, conoscente , cliente ci ha posto la fatidica domanda: “Che telescopio mi consigli  per iniziare?”.  Prima di andare avanti voglio dire che non esiste IL telescopio perfetto. Esiste però un telescopio “perfetto per le proprie esigenze”, che siano esse di tipo osservativo, fotografico, di budget o di trasporto poco importa. Il miglior telescopio sarà sempre e solo quello che useremo maggiormente. Quello a cui mai rinunceremo a prescindere da quanto ci sia costato, gli impegni ed il tempo esiguo a disposizione. Perché anche il più umile telescopio è in grado di far scattare in noi la scintilla, la voglia di “guardare oltre”, di farci appassionare al cielo e tutto ciò che concerne l’astronomia.  In fondo, se ci pensate bene, anche il più costoso dei telescopi, se lasciato in soffitta o garage a prendere polvere, diventa uno strumento inutile.

 

Cerchi il tuo primo telescopio, vedi qui i modelli per te consigliati

Continua a leggere

Guida su come scegliere il vostro primo strumento per osservare il cielo stellato:

 

Ciò che intendo per “primo telescopio” non è da intendersi solo in senso cronologico, ma soprattutto come primo approccio all’osservazione telescopica del cielo.

A questo stadio, non si ha un’idea precisa di cosa ci piacerà osservare di più e quanto, si ha più la necessità di provare e sperimentare.

Chi approccerà per la prima volta un telescopio, lo farà prevalentemente per osservare visualmente in quanto la fotografia, ovviamente, rappresenterà eventualmente un passo successivo.

Quindi, le valutazioni che seguiranno, terranno conto del solo uso visuale, il modo più semplice di approcciare l’osservazione del cielo.

Continua a leggere

Comprare il mio primo telescopio:

Nelle occasioni di incontro, durante le serate pubbliche ed ovviamente durante i corsi tenuti dall’Associazione, è ricorrente, prima o poi, sentirsi dire:

che bello, che bello, voglio anch’io, mi compro un telescopio!

qualche secondo dopo, la domanda:

     ”ma voi che siete esperti, cosa mi consigliate?

alla fine arriva il pugno nello stomaco:

Continua a leggere

fonte: ditadifulmine#com

Consigli su come scegliere il vostro primo strumento astronomico:

Se avete intenzione di iniziare ad ammirare le stelle da un punto di vista differente rispetto alla semplice osservazione ad occhio nudo (che già è ben soddisfacente in notti scure e prive di nubi), occorre munirsi di binocolo o, meglio ancora, di un telescopio.

Il binocolo ha dalla sua una visione stereografica del cielo, che di certo è in grado di mozzare il fiato in notti prive della luna e con la giusta visibilità (oltre che qualità dello strumento).
Ma se desiderate dedicarvi all’osservazione delle stelle, diventare un astrofilo, niente può sostituire un telescopio.

Nel comprare un telescopio però si può incorrere in una serie di tranelli o di semplici errori per mancanza di nozioni di base di astrofilia, cose che possono far perdere tempo, denaro e passione per uno degli hobby più affascinanti in circolazione.

Sia chiaro fin da subito: divenire un astrofilo necessita di dedizione e tanta, tanta pazienza. Pazienza per trovare la notte giusta per osservare il cielo, pazienza per capire le dinamiche celesti ed orientarsi tra i diversi oggetti dello spazio, pazienza nel saper capire ed usare il proprio strumento astronomico.
Oltre che, cosa non trascurabile, pazienza per accumulare la cifra adatta a poter comprare un telescopio più potente, o a migliorare quello esistente.

Continua a leggere

Primo telescopio cosa mi prendo?

Se state leggendo questo articolo probabilmente significa che avete ormai superato le fasi di apprendimento delle quali vi parlavo nell’articolo precedente, e probabilmente ora sentite l’ impulso “irrefrenabile” di acquistare un telescopio… il primo consiglio che vi do è quello fondamentale di non avere assolutamente fretta di fare un acquisto, spesso un acquisto affrettato vi porta ad avere uno strumento non per forza di scadente qualità, ma probabilmente uno strumento che non si rivela assolutamente adatto alle vostre esigenze. Un telescopio tale vi risulterà più inutile di un vecchio binocolo scollimato. Ho voluto scrivere questo articolo proprio per aiutarvi in questo fondamentale primo acquisto.

Prima di proseguire un ultima cosa.. non fermatevi alla lettura di queste righe, continuate a documentarvi, a leggere i consigli di altri astrofili, frequentate possibilmente un circolo di astrofili, in modo da provare sul campo gli strumenti, comprate dei libri che trattano dell’argomento… solo in questo modo entrerete sicuri e decisi nel vostro fidato negozio di ottica, quasi perfettamente consci di quello che state acquistando. Recarsi dall’ottico di fiducia e lasciarsi consigliare può essere molto spesso “pericoloso”, in quanto i consigli che possono essere dati potrebbero derivare da meri interessi economici, o da una profonda ignoranza in materia.

 

Quesiti fondamentali

1) I telescopi commerciali sono tutti uguali ? Spesso questa è una domanda che chi è alle prime armi non si pone neppure, ma rispondere è di fondamentale importanza. Ovviamente la risposta è NO, in quanto gli strumenti in commercio possono disporre principalmente di quattro schemi ottici particolari. (Ne esitono molti altri comunque, ma principalmente tratterete con questi quattro). Vediamoli più in dettaglio:

 

Continua a leggere

fonte: Astronomia.com

 

CONSIGLIO ACQUISTO TELESCOPIO DI BUDGET INFERIORE AI 200 €



Sicuramente, questo è il consiglio più difficile da dare!

È più che capibile se un neofita che si avvicina al mondo dell’osservazione astronomica, non voglia spendere delle cifre enormi rischiando poi di rimanere deluso dall’acquisto, o, se nel futuro la passione possa andare scemando, di trovarsi con uno strumento di un certo costo che tutto al più si può rivendere andando a rimetterci una parte del prezzo pagato, ma è altresì importante, per chi si sente in dovere di portare un parere, di sconsigliare fortemente l’acquisto di telescopi che sono poco più di giocattoli.

Al giorno d’oggi per fortuna, la grande catena di distribuzione ha portato il vantaggio di un abbattimento dei costi di produzione di lenti-specchi e di tutti i materiali atti alla costruzione di un telescopio, questo significa che se solo poche decine di anni fa un telescopio dal costo di 800.000-1.000.000 di lire, oggi si possa trovare tranquillamente ad un costo in media di 100-250€.

Diciamo subito che non è facile trovare un buon compromesso tra prestazioni/costi, ma qualcosa si può fare tenendo molto ben presente il fatto che inevitabilmente su qualcosa bisognerà accontentarsi.

Le uniche opzioni disponibile su questa fascia di prezzo, sorvolando ovviamente il fatto che parliamo di strumenti nuovi dato che per un neofita del tutto inesperto è fortemente sconsigliabile di “tuffarsi” nel mastodontico mercato dell’usato, sono i rifrattori :


Soprattutto quelli che hanno un’apertura compresa tra i 50/60mm :





cosa andremo ad acquistare con questi tipi di telescopi?

Continua a leggere

A Quanti ingrandimenti osservo e fotografo? Curiosità, dettagli e consigli

 

Introduzione

Capita spesso che i principianti o chi si avvicina al primo telescopio che chieda “a quanti ingrandimenti” è stata scatta una foto, ed ho voluto scrivere qui alcuni consigli per fare chiarezza e aggiungere questo capitolo a come si utilizza il primo telescopio che ho comprato, facciamo chiarezza tra osservazione e fotografia e l'importanza degli ingrandimenti per avere dettagli.

 
 

L'osservazione dei pianeti

Quando osserviamo con un telescopio, quello che vediamo dall’oculare non è pari a come vedremmo a occhio nudo ma risulta essere ingrandito in base alla focale del telescopio e dall’oculare che stiamo utilizzando in quel momento.

Continua a leggere

Oculari: quanti e quali

fonte: astrotest.it

 

La versione originale di questo scritto è stata pubblicata nell’ormai lontano anno 2000 sui numeri 30 e 31 di Coelum (www.coelum.com). Anche se ho mantenuto lo stesso titolo, tanto per stabilire una certa continuità tra passato e presente, tutto il resto ha dovuto essere riscritto: nei tredici anni trascorsi dalla pubblicazione sulla rivista, la “rivoluzione cinese” ha drammaticamente abbattuto il costo degli oculari e dunque la maggioranza degli astrofili arriva oggi a possederne certamente più dei quattro o cinque che una volta costituivano la dotazione minima per osservare il cielo e che andavano scelti con cura per non buttare soldi preziosi dalla finestra. Come giustamente rilevano gli autori di Astronomy Hacks, gli astrofili collezionano oculari come i cani le pulci, e molti di loro (gli astrofili, non i cani) si dedicano a una continua compravendita di pezzi d’ottica nell’infinita e vana ricerca dell’oculare “ideale”, oculare che come scriveva già più di cent’anni fa William Denning, esiste solo nell’immaginazione dell’astrofilo.La diffusione di Internet ha poi permesso un maggiore scambio di informazioni tra gli utilizzatori di telescopi e accessori, e se una volta per avere una dritta era necessario scrivere la classica letterina alla rivista di astronomia aspettando la risposta dell’esperto, oggi è per fortuna molto più facile fare acquisti ragionati basandosi sulle esperienze degli altri riportate in gran quantità sul web. Sarebbe perciò inutile ripetere di nuovo anche in questa sede dei consigli che nel 2000 avevano ancora un senso ma che oggi sarebbero perfettamente inutili; nel seguito mi limiterò quindi ad alcune considerazioni basate sulla mia personale esperienza, nella speranza che servano almeno al neofita che voglia districarsi all’interno di un’offerta commerciale certamente sovrabbondante.Ovviamente quella che segue non può e non vuole essere una disamina delle caratteristiche progettuali degli oculari astronomici, argomento per il quale rimando ai testi di ottica, di astronomia pratica e ai siti internet che si occupano dell’argomento (si vedano ad esempio i riferimenti in fondo all’articolo) ma solo una succinta descrizione di ALCUNI tra gli oculari di cui ho avuto esperienza diretta con particolare riferimento ai loro campi di applicazione: avrei voluto spendere qualche parola per tutti quelli che ho avuto modo di impiegare nei miei quasi quarant’anni di osservazione del cielo, ma ciò avrebbe richiesto uno spazio eccessivo anche per una pubblicazione sul web. Non ho quindi la pretesa di essere stato esaustivo, e su molti pezzi d’ottica ho preferito non esprimermi non avendoli mai usati.Buona lettura. 

 

A COSA SERVE L’OCULARE

L’oculare è un piccolo (o quasi) microscopio che serve a ingrandire e ad esaminare l’immagine formata dall’obiettivo del telescopio. Benché piccoli rispetto ai telescopi con cui vengono usati, gli oculari sono però oggetti complessi che devono essere progettati e realizzati con cura, il che non sempre avviene. Ad esempio hanno lenti piuttosto piccole che pongono problemi di lavorazione e di assemblaggio: è facile rendersene conto misurando la lunghezza focale degli oculari commerciali e calcolando lo scarto, a volte sensibile, tra il valore dichiarato e quello effettivo. Esiste poi il problema delle riflessioni sulle superfici interne del barilotto e sulle discontinuità aria/vetro, che renderebbero fastidiosa o impossibile l’osservazione di astri luminosi e a cui è necessario ovviare con una opacizzazione molto spinta del barilotto e con un adeguato trattamento antiriflessi delle lenti, che nella maggioranza degli oculari è costituito da più strati depositati su tutte le superfici ottiche. Purtroppo diventa molto difficile ottenere oculari del tutto esenti da riflessi parassiti, in particolare se il numero delle lenti è elevato, ma i costruttori migliori sono riusciti a ottenere risultati notevoli.Più importante di tutto, ovviamente, è il progetto ottico. Se alcuni oculari hanno schemi vecchi e consolidati che fanno sì che le variazioni di qualità e resa da un esemplare all’altro siano dovute essenzialmente alla diversa accuratezza di realizzazione, in altri casi i costruttori hanno creato schemi ottici nuovi, più o meno efficaci e tra i quali si è instaurata una feroce concorrenza sul piano commerciale.  La possibilità di usare un elevato numero di lenti senza degradare sensibilmente la qualità delle immagini permette oggi di ottenere rispetto al passato un campo corretto quasi fino al bordo (secondo il telescopio impiegato), una visione panoramica e un’estrazione pupillare comodissima anche per chi è costretto a portare gli occhiali. Si tratta naturalmente di benefici costosi e non sempre necessari, ma che danno la misura di quanto sia progredito il settore della strumentazione astronomica rispetto a qualche decennio fa, quando gli ortoscopici e gli Erfle costituivano il massimo che l’astrofilo esperto potesse aspirare ad avere nella propria dotazione. Di questa nuova situazione hanno beneficiato anche gli schemi classici risorti a nuova vita grazie a tecniche di fabbricazione più accurate. 

 

COSE IMPORTANTI DA SAPERE

 
Occorre tenere sempre presente che le prestazioni degli oculari dipendono dal telescopio con il quale vengono impiegati, cioè nell’uso visuale il telescopio deve essere considerato come un sistema integrato, con l’obiettivo che forma l’immagine e l’oculare che la esplora: ma poiché i telescopi sono costruiti per essere impiegati con oculari diversi e questi ultimi a loro volta per potersi usare con telescopi diversi, tendiamo spesso a dimenticarcene e pretendiamo di poter osservare bene con qualunque schema ottico a prescindere dalle caratteristiche dell’obiettivo. L’estensione del campo corretto del telescopio e il suo rapporto focale avranno perciò pesanti ripercussioni sulle prestazioni dell’oculare, che quindi andrà scelto solo dopo aver fatto le opportune considerazioni.Altro fattore importantissimo nella resa sul cielo è costituito dai rivestimenti antiriflesso, da come sono applicati e dalla loro efficienza: poiché per motivi fisici questa non può mai essere del 100% su tutto lo spettro visibile ne segue che la luce diffusa e le perdite di trasmissione luminosa sono ineliminabili, e si può solo cercare di minimizzarle. Pure importante è l’assemblaggio, l’opacizzazione interna, l’annerimento del bordo delle lenti,il posizionamento del field stop, ecc. Quando si giudicano le prestazioni di un oculare occorrerebbe pertanto distinguere quanto è dovuto al progetto in sé e quanto alla sua realizzazione pratica, che può essere eccellente o pessima con tutta la gamma intermedia di possibilità: e infatti a parità di progetto oculari provenienti da fabbricanti diversi si comportano spesso in modo diverso tra loro.Bisogna infine diffidare di quelle inserzioni pubblicitarie che reclamizzano gli oculari per la loro “risoluzione” perché il potere risolvente è determinato solo dall’obiettivo: se l’immagine formata sul piano focale del telescopio non contiene i dettagli sarà inutile andarli a cercare con l’oculare per quanto perfetto esso sia. Si può invece parlare di oculari per “alta risoluzione” nel senso che si definirà più avanti. 

 

OCULARI GRANDANGOLARI

 
La storia degli oculari astronomici e terrestri è la storia dello sviluppo, a partire dalle prime lenti singole convergenti e divergenti, di progetti in grado di offrire campi apparenti sempre più vasti e sempre più corretti. Lo sbocco naturale di questo processo è costituito oggi dagli oculari grandangolari la cui caratteristica più importante è l’ampio campo visivo apparente che si apprezza in modo particolare nell’osservazione di campi stellari e nebulari o in quella della superficie della Luna ad alto ingrandimento o nell’osservazione di panorami terrestri.Sulla classificazione dei grandangolari regna una certa arbitrarietà che risponde più che altro a logiche commerciali; i testi di ottica astronomica chiamano wide field gli oculari con campo da 60° a 70° e ultra wide field quelli con campo superiore ai 70°, ma nel seguito eviterò di formalizzarmi su queste delimitazioni parlando genericamente di grandangolari.Capostipite della famiglia è il König, sviluppato in diverse fasi dal 1915 in avanti e costituito da tre o quattro lenti con un campo apparente tra 50°- 55° e fino oltre i 65°. Lo si ritrova in diversi oculari vintage ma anche in alcune realizzazioni recenti di costo contenuto.Maggior fortuna ha avuto l’oculare di Erfle, nato per le ottiche militari nel 1917 e che come il König ha subito nel tempo diverse evoluzioni. Affermatosi come l’oculare a grande campo di riferimento anche in astronomia, ha rivestito questo ruolo fino all’avvento dei Nagler.
 
 
 
 
Tre oculari a grande, ma non grandissimo, campo. A sinistra un Erfle (66°) più che dignitoso, fornisce immagini luminose e nitide ma come tutti gli Erfle non gradisce telescopi con rapporti focali inferiori a f/15 e si comporta malissimo con rapporti inferiori a f/10. Al centro un ottimo Celestron XCel –LX, a destra un Tecnosky Planetary ED da 15 mm, dall’ottimo rapporto qualità/costo. I Celestron sono forse i migliori oculari nella categoria degli ED da 60° di campo, ma il prezzo di listino in Italia ne ha limitato la diffusione rispetto ai concorrenti.L’Erfle è costituito da cinque o sei lenti (2+2+1 o 2+2+2) e il campo può arrivare tranquillamente a 70°, ma per lavorare bene l’oculare deve essere usato con rapporti focali piuttosto alti altrimenti la distorsione e l’astigmatismo extrassiali diventano intollerabili.Dopo un periodo di oblio dovuto al disinteresse delle majors per questo schema ottico, gli Erfle e i König sono oggi tornati di moda in molte varianti come oculari a grande campo di basso costo (vedi più oltre). Le prestazioni sono variabili ma nelle focali maggiori, quelle con l’estrazione pupillare più comoda, sono comunque interessanti purché non si pretenda di usarli coi dobson o con i corti rifrattori rich-field.Negli ultimi trent’anni i progetti più tradizionali sono stati affiancati e quasi soppiantati da oculari più complessi costituiti da 6 o più lenti e prodotti con vetri speciali allo scopo di minimizzare le aberrazioni extrassiali (soprattutto la cromatica) anche quando impiegati con rapporti focali molto spinti. Tra questi progetti il Nagler è quello che forse ha avuto maggior fortuna e che ha stabilito un nuovo standard progettuale variamente imitato da altri costruttori, particolarmente valido nell’osservazione di oggetti estesi e del cielo profondo tanto che nonostante il fiorire di molti altri schemi il Nagler è ben lungi dall’essere in declino. Ma anche l’introduzione dei Pentax XL, negli anni ’90 del secolo scorso, e la reputazione che in breve tempo si sono fatti per l’eccellenza nella realizzazione e nelle prestazioni, ha provocato una vera e propria rivoluzione che ha spinto molti costruttori, prevalentemente cinesi, a rispondere in modo adeguato sia con prodotti di loro concezione sia costruendo su commissione dei brands occidentali e giapponesi. Ne è nata dunque una nuova generazione di oculari, superamento degli schemi classici che hanno fatto la storia dell’astronomia amatoriale, la cui caratteristica principale è naturalmente un campo apparente molto ampio e abbastanza corretto anche con strumenti aperti, esteso da circa 65° fino a oltre 100°.Questi oculari hanno schemi da 6 a 8 lenti e si prestano a tutti i tipi di osservazioni essendo che vengono prodotti in tutte le focali, da cortissime a lunghe, e con barilotti sia da 31.8 mm sia da 2 pollici. La complessità dei progetti si riflette nel costo finale perché per limitare le riflessioni parassite e gli altri inconvenienti dovuti alle molte superfici aria/vetro è necessario che siano costruiti con i vetri migliori, assemblati alla perfezione e rivestiti da trattamenti antiriflesso molto spinti. Il doppietto negativo di Smith dalla parte dell’obiettivo è una costante in questi oculari e serve sia come spianatore di campo sia per attenuare il coma degli strumenti molto aperti (la stessa funzione ce l’ha la lente di Barlow) oltre a vetri particolari che aiutano a correggere meglio le aberrazioni.Nella classe dei grandangolari i prodotti Pentax e Tele Vue spiccano su tutti gli altri come correzione complessiva e sono quindi i preferiti soprattutto da chi usa i riflettori dobsoniani privi di inseguimento, ma anche i Vixen LVW si difendono bene. Oltre a questi esiste poi una folla di oculari, per la maggior parte prodotti in Cina e variamente rimarchiati, sui quali preferisco non dire nulla in questa sede rinviando il lettore ai test pubblicati, o di prossima pubblicazione, su Astrotest.it.
 
 
 
 
Come prestazioni non sono certamente a livello dei Nagler, ma per chi vuole introdursi nel campo degli ultragrandangolari gli Skywatcher Panorama e i Tecnosky UWA da 82° di campo costituiscono un’alternativa dal costo ancora contenuto. L’oculare a destra ha 23 mm di focale.
 
 
 

OCULARI CLASSICI PER OSSERVAZIONI GENERICHE

 
 
Si tratta di oculari buoni un po’ per tutti gli impieghi e che di norma vengono dati a corredo della maggior parte dei telescopi commerciali. Al livello più basso della categoria – ma non per questo da disprezzare –  troviamo il Kellner (1849), un Ramsden modificato con la lente dell’occhio costituita da un doppietto acromatico. Nella versione classica ha un campo apparente di circa 40°, buona correzione cromatica e sferica al centro del campo e discreta ortoscopicità.Lo schema Kellner si è prestato a diverse migliorie sia come modifiche della lente di campo sia scambiando questa col doppietto acromatico. Ne sono nati alcuni ottimi oculari caratterizzati da una buona correzione complessiva e grande nitidezza al centro del campo. Di questi progetti oggi sono rimasti solo gli Edmund RKE (Rank-Kaspereit-Erfle) e i Super o RK (Reversed Kellner) che si ritrovano in dotazione a molti strumenti Synta (marchio Skywatcher o Celestron) e che spesso finiscono troppo frettolosamente in pattumiera.Gli RKE sono presenti sul mercato da decenni, sempre uguali a sé stessi col barilotto nero, le finiture rosse e un campo di 49° – 51° (45° a progetto). Si possono considerare alternativi ai migliori Abbe come qualità al centro del campo anche se il prezzo di listino attorno agli 80 euro (del 2013, cui va aggiunta l’IVA) può renderli poco competitivi. Ma col tramonto definitivo degli ortoscopici giapponesi gli RKE potrebbero tornare in auge presso gli osservatori di pianeti. E’ anche uno dei pochissimi schemi di cui è possibile conoscere esattamente le caratteristiche progettuali in quanto pubblicamente disponibili.I Super o RK sono buoni oculari per l’osservazione di astri angolarmente poco estesi, il loro campo (sfruttabile fino al bordo solo con lunghe focali) può arrivare a 50 o 52°, ma sotto la stessa denominazione se ne trovano alcuni con un campo non superiore ai 45° e nulla sul barilotto li distingue. L’intubazione è spartana con molta plastica dove sarebbe necessario l’alluminio anodizzato, ma la correzione è migliore rispetto ai Kellner tradizionali e anche l’estrazione pupillare è superiore persino nella cortissima focale di 3.6 mm, un ottimo oculare per l’osservazione planetaria. Per le sue caratteristiche di correzione cromatica e geometrica, ortoscopicità e nitidezza, il Plössl (1860) si è imposto ormai da molti anni come l’oculare più popolare tra gli astrofili, anche se il recente diffondersi di buoni grandangolari a un costo abbordabile li sta un po’ relegando all’ambito dei neofiti e come oculari forniti a corredo dei telescopi mass market. Il Plössl possiede quattro lenti in due gruppi (se i due doppietti sono identici prende il nome di oculare simmetrico), un campo di circa 50° e una correzione complessiva molto buona, soprattutto del cromatismo, mentre la correzione dell’astigmatismo extrassiale lascia un po’ a desiderare. Queste caratteristiche variano però da un costruttore all’altro secondo la bontà del progetto, l’efficacia dei trattamenti, la qualità dei vetri, ecc., quindi i Plössl non sono tutti uguali e quelli di alcune marche sono meglio di altri. A parte i sempre ottimi Tele Vue i lettori più “anziani” si ricorderanno certamente dei Masuyama, ancora reperibili negli anni attorno al 2000 ma oggi introvabili se non a prezzi molto alti nel mercato dell’usato.
 
 
 
 
 
Tre oculari economici ma di ottime prestazioni nell’osservazione planetaria grazie alla loro semplicità. L’Huygens se la gioca alla pari coi miei Abbe se si ha l’avvertenza di usarlo almeno a f/12 o f/15, mentre il Kellner e il Super 3.6 mm sono ottimi anche col mio 100ED f/9. Tutti si comprano per pochi soldi in rete.Lo schema Plössl è stato oggetto di migliorie ad opera di alcuni costruttori che oggi commercializzano degli schemi ottici ibridi derivati appunto dal Plössl con lo scopo di migliorarne le prestazioni e il campo apparente. Già parecchi anni fa, ad esempio, la Meade aveva introdotto i Plössl serie 4000, anch’essi a 4 lenti (ma originariamente ne avevano 5) più curati nella qualità dei trattamenti antiriflesso, dei vetri e dell’assemblaggio (bordi anneriti, opacizzazione interna) rispetto al Plössl classico, migliorie che poi sono diventate uno standard di produzione molto seguito. Questo tipo di oculari è oggi prodotto in gran numero in Cina e reclamizzato in occidente come Super Plössl: sono oculari ottimi per osservazioni generiche, dall’alta risoluzione al cielo profondo, ma le focali corte sono scomode a causa dell’estrazione pupillare ridotta, si può anzi dire che in quest’ambito non conviene scendere sotto i 12 mm di focale. Ai primi SP Meade sono seguite tutta una serie di varianti sotto i marchi più diversi, alcune delle quali ancora in commercio, che anche se denominate Plössl potrebbero non essere più corrispondenti a questo schema.
 
 
 
 
Vari Plössl, senza marca o coi nomi più fantasiosi. Ne ho avuti dozzine ma non mi hanno mai entusiasmato, con l’unica eccezione dei Meade serie 3000 di epoca giapponese. Oggi i Plössl hanno preso il posto che una volta era dei Kellner a corredo dei telescopi più economici e si acquistano ormai per pochissimi soldi; tra qualche tempo li troveremo come sorpresa nei sacchetti di patatine. 
 
 

OCULARI PER ALTA RISOLUZIONE

 
Nell’osservazione di astri angolarmente molto piccoli, quali i pianeti o le stelle doppie, è importante che l’immagine al centro del campo sia perfettamente definita e nitida. Se il telescopio ha determinate caratteristiche (abbiamo già visto quanto sia importante a questo proposito il rapporto focale) un’immagine buona al centro del campo si può ottenere già con gli oculari a due lenti, ma via via che il rapporto focale diminuisce bisogna fare ricorso a schemi più complessi pur se ancora di tipo tradizionale.Anni fa si era soliti affermare che in alta risoluzione meno lenti ci sono e meglio è, ma questo atteggiamento derivava dalla minore efficienza dei trattamenti antiriflesso di una volta rispetto a quelli che si applicano oggigiorno e che permettono di tollerare, tra l’immagine formata dall’obiettivo e l’occhio che la osserva ingrandita, parecchie superfici aria-vetro. Il che non significa, però, che la presenza di tutte queste superfici non sia in qualche modo avvertibile nell’immagine finale, vuoi come sottilissimo degrado del contrasto vuoi come tonalità di colore, tanto più “calda” quanto più pesante è il trattamento applicato ai vetri per limitare le perdite di luce e i riflessi indesiderati. Infatti i cosiddetti “puristi” dell’alta risoluzione preferiscono ancora oggi affidarsi a schemi ottici semplici e collaudati. Premesso questo possiamo individuare alcuni tipi di oculari specifici per l’osservazione planetaria e delle stelle doppie:-   Monocentrici-   Ramsden-   AbbeIl monocentrico è a tutti gli effetti un anacronismo. Nato per ovviare alle perdite di trasmissione luminosa, alla luce diffusa e alle immagini fantasma caratteristiche degli oculari prodotti a cavallo tra XIX e XX secolo, è tornato recentemente a far parlare di sé grazie alle realizzazioni TMB (e ora APM-TMB) peraltro un po’ travagliate da difetti iniziali. I monocentrici sono un’evoluzione dell’oculare kepleriano e sono oculari costituiti da tre elementi cementati tra loro, vale a dire con due sole superfici aria/vetro proprio come una lente singola, a tutto vantaggio della nitidezza: si potrebbe ottenere di più solo riducendosi nuovamente al kepleriano, se non fosse che per dare immagini accettabili una sola lente necessita di rapporti focali altissimi e ormai improponibili. Anche il monocentrico, tuttavia, non funziona bene se accoppiato a strumenti  molto aperti in quanto si tratta di un progetto con pochi gradi di libertà e che più di tanto non si può ottimizzare. Inoltre se possiamo apprezzare i monocentrici moderni è soltanto perché le due superfici estreme dell’oculare si possono rivestire con trattamenti antiriflesso altrettanto moderni, altrimenti un oculare non trattato anche se monocentrico sarebbe meno soddisfacente di un ortoscopico o di un Plössl correttamente rivestiti.Avendo provato alcune focali del secondo batch di TMB Supermono posso dire che questi oculari offrono effettivamente una grande nitidezza al centro del campo, che ho particolarmente apprezzato nell’osservazione di Venere coi rifrattori apocromatici. Devo però ammettere che trovo un po’ eccessivo il prezzo a cui erano e sono commercializzati, è un oculare che per quanto valido non può fare miracoli.Gli oculari di Ramsden a due lenti si trovano – e con difficoltà – solo nel mercato degli accessori vintage o come oculari assemblati molto poveramente in dotazione agli strumenti più economici, talvolta con lenti prive di trattamento antiriflessi. Il Ramsden (1783) è costituito da due lenti piano-convesse con il fuoco esterno alla lente di campo (quella lontana dall’occhio) e lavora bene solo con strumenti non più aperti di f/10. Il campo apparente è scarso, tra i 25° e i 35° soltanto, ma nell’osservazione planetaria questo non ha molta importanza. L’oculare ha una buona correzione dell’aberrazione sferica ma pessima del cromatismo laterale (al centro del campo, invece, la correzione è perfetta) e questa caratteristica si rivela estremamente utile all’osservatore di pianeti quando la dispersione atmosferica li frangia di rosso e di blu, tipicamente a meno di 40° sull’orizzonte soprattutto se l’aria è fosca o lievemente nebbiosa. Portando allora il pianeta nel punto del campo in cui l’aberrazione cromatica dell’oculare compensa la colorazione impartita dall’atmosfera, è possibile esaminare un’immagine il più possibile naturale. Un altro punto di forza del Ramsden è ovviamente il fatto di essere costituito di due sole lenti, il che riduce al minimo perdite di luce e di contrasto. Come tutti gli oculari “classici” anche il Ramsden abbisogna di rapporti focali alti ma nonostante questo ho trovato che fino a f/9 o f/10 fornisce ancora prestazioni dignitose.
 
 
 
 
 
I miei oculari di Ramsden di produzione giapponese a cui sono molto affezionato in quanto risalgono ai miei primi anni di osservazione del cielo coi rifrattori da 60 mm. Si sono conservati benissimo e li uso ancora oggi per l’osservazione routinaria di Venere coi rifrattori. Il 6 mm invece è recente e l’ho trovato su ebay, è intubato spartanamente ma funziona.La nitidezza al centro del campo, che abbiamo sottolineato finora, non è però l’unica cosa che conta: gli oculari servono infatti a ingrandire e perciò dovrebbero essere progettati per mantenere lo stesso ingrandimento in tutto il campo visivo, cioè dovrebbero essere corretti per la distorsione angolare e possibilmente anche per la distorsione lineare (una linea diritta deve rimanere tale anche al bordo del campo) benché una correzione perfetta di entrambe non sia possibile se non per campi angolarmente limitati come quelli degli Abbe o dei Plössl. Quando questa condizione è verificata (e sono corretti anche il coma e l’aberrazione sferica, condizione detta di “aplanaticità”) si dice che l’oculare è “ortoscopico”.L’ortoscopico di Abbe (1880) è uno schema semplice ma di alte prestazioni che tuttavia come il Plössl è stato un po’ penalizzato dal trascorrere del tempo e dalla diffusione degli oculari “planetari” ad alta estrazione pupillare: in Giappone gli orto non vengono quasi più prodotti e attualmente rimangono disponibili solo quelli cinesi, che però faticano a suscitare le simpatie di chi è da sempre abituato ai mitici “Circle-T” o “Circle-V”. Lo schema dell’Abbe è costituito da un tripletto di campo che corregge le aberrazioni della lente singola dell’occhio,  il campo apparente varia in genere da 40° a 45° (ma ne ho trovati alcuni da 50°) e le aberrazioni sono ben corrette su tutto il campo se il rapporto focale del telescopio non è più aperto di f/10 o 12. Gli Abbe sono stati per decenni gli oculari preferiti dagli osservatori di pianeti e lo sono tuttora perché coniugano la grande nitidezza, trasmissione luminosa e naturalezza delle immagini caratteristica dei monocentrici a un campo più ampio e più corretto, al centro del quale le immagini restano eccellenti anche scendendo a f/7. Anche se il termine “ortoscopico” è divenuto oggi sinonimo di oculare di Abbe non bisogna però dimenticare che anche il Kellner e il Plössl sono a pieno diritto ortoscopici.
 
 
 
 
Oculari di Abbe (quello al centro, marca Vixen, è in realtà un ortoscopico di Plossl), a mio avviso ancora i migliori per l’osservazione planetaria se si escludono i monocentrici. Nessuna delle due serie cui appartengono quelli fotografati è più in produzione, i “Circle-T” sono andati esauriti nel dicembre 2012 e non verranno più ripresi, ma nel mercato dell’usato si possono ancora trovare e anche come rimanenza presso qualche magazzino di prodotti ottici. Altrimenti ci sono i nuovi Fujiyama giappponesi o gli orto cinesi.
 
 
 
 
Estraendo le lenti dall’OR Vixen della foto precedente si scopre che questo oculare è un Plossl asimmetrico e non un Abbe. Nonostante ciò merita comunque l’aggettivo “ortoscopico”
 

OCULARI AD ALTA ESTRAZIONE PUPILLARE

 
Nell’osservazione del cielo la comodità non è soltanto un lusso, è invece molto importante. Questo è vero soprattutto durante le osservazioni prolungate, con strumenti privi di inseguimento o quando si posseggono difetti visivi che obbligano a indossare gli occhiali anche al telescopio. Gli oculari ad alta estrazione pupillare – ticamente compresa tra 15 e 20 mm – stanno diventando quindi sempre più popolari non solo tra chi pratica l’osservazione del cielo profondo (molti grandangolari citati più sopra possiedono infatti questa caratteristica) ma anche tra gli appassionati di osservazioni lunari, solari e planetarie.La possibilità di osservare comodamente tenendo gli occhiali era già stata soddisfatta nella serie Vixen LV di oculari al lantanio, che hanno conosciuto a suo tempo una grande fortuna nonostante i difetti di gioventù, soprattutto l’effetto di parallasse e la distorsione. A questi sono poi seguiti tutta una serie di sviluppi e di imitazioni, da oculari con caratteristiche simili a quelle dei Vixen LV e di produzione – manco a dirlo – cinese, fino a dei veri e propri grandangolari che oltre a conservare la comodità di osservazione presentano un effetto di parallasse inferiore o addirittura assente. Oggi sono disponibili diverse linee di oculari con un campo tra 55° e 60° specificamente reclamizzati come superamento dell’ortoscopico tradizionale per le osservazioni hires e che troviamo nei cataloghi sotto le denominazioni più diverse, TMB PlanetaryPlanetary EDPlanetary HR ecc. Metterei in questa categoria anche i Baader Hyperion, più votati all’alta risoluzione che al cielo profondo nonostante i 68° di campo. Sulla carta sono tutti di buona qualità, in pratica la correzione delle aberrazioni può variare con la focale e naturalmente con l’accuratezza di assemblaggio. All’interno di una stessa serie – ma questo è vero anche per altre tipologie di oculari – vi possono essere infatti differenze anche vistose. ZOOMAdditati per decenni al pubblico ludibrio come oculari pessimi per fare astronomia, gli zoom si sono recentemente riscattati entrando trionfalmente nelle dotazioni tanti astrofili, comportando anzi il rischio di dare dipendenza per la possibilità di variare a piacere l’ingrandimento durante l’osservazione senza stare a trafficare nella valigetta degli accessori. E’ ovvio che questa possibilità la si ottiene a prezzo di qualche compromesso: il campo ridotto alle focali maggiori, l’estrazione pupillare inferiore agli ED a focale fissa, la non perfetta parfocalità tra le due focali estreme, un po’ di luce diffusa, il field stop non sempre perfettamente a fuoco. Ma la resa complessiva è in genere molto buona, soprattutto in alta risoluzione, e sono oculari utili anche per le osservazioni terrestri e quando si viaggia e non ci si vuole portare appresso troppi accessori.
 
 
 
 
I due zoom Tecnosky, danno ottime prestazioni a un costo molto contenuto, sono leggeri e meccanicamente ben costruiti. Il trattamento delle lenti è abbastanza pesante e conferisce alle immagini una tonalità molto calda rispetto a oculari più semplici. Otticamente il Baader è un po’ migliore di questi due ma anche di uso meno friendly, almeno per l’impiego astronomico.
 

QUANTI E QUALI OCULARI

 
Come ho scritto nella premessa non è mia intenzione fornire al lettore dei “consigli per gli acquisti”, concludo perciò questa cicalata con alcune considerazioni finali su alcuni gruppi di oculari che ritengo particolarmente interessanti.Per prima cosa vorrei invitare a non trascurare gli oculari grandangolari cinesi costituiti dagli Erfle, dai König e da altri schemi simili. Sono oculari molto economici (si trovano anche attorno ai 30 euro e in tempi di crisi questo non è un fattore secondario…) ma sono di solito ben realizzati, con lenti dai bordi anneriti, superfici ben trattate e barilotto opacizzato fino alla filettatura inferiore. La cattiva fama che li accompagna è dovuta fondamentalmente al fatto che lavorano bene solo con rapporti focali che oggi non sono più di moda data la crescente diffusione dei riflettori dobsoniani e dei rifrattori apocromatici. Ma se si possiede il telescopio giusto (o se si allunga la focale di quello sbagliato) sono oculari che possono dare molte soddisfazioni a un costo irrisorio. Occorre poi considerare che questi oculari “amano” le lenti di Barlow, che ne correggono le aberrazioni fuori asse (non è un caso che la maggior parte dei grandangolari di ultima generazione sia derivata appunto da variazioni progettuali sul tema Erfle + Barlow)  e si prestano dunque benissimo anche alle osservazioni ad alto ingrandimento di oggetti estesi purché la Barlow sia di lunga focale o, se di corta focale, ottimamente corretta
 
 
 
 
 
Due oculari grandangolari di schema classico. A sinistra un economico TS WA da 20 mm: anche se il rivenditore lo spaccia come Erfle si tratta in realtà di un Konig a 4 lenti (2-1-1). A destra un vecchio Meade WA “Research Grade” da 15.5 mm di focale di produzione giapponese, un oculare eccellente. Anch’esso è un Koenig ma di tipo 1- 2-1.Sul fronte degli oculari per alta risoluzione oggi c’è solo l’imbarazzo della scelta perché ormai la produzione si è livellata verso l’alto ed è diventato difficile trovare oculari che nell’osservazione planetaria lascino veramente a desiderare, persino gli zoom vanno bene a questo scopo. La scelta tra un progetto classico come il Kellner o l’Abbe oppure un ED ad alta estrazione pupillare e 60° di campo è soprattutto una questione di gusti e di comodità personale, anche se è innegabile che maggiore è il numero di lenti e più grande è l’effetto dei trattamenti antiriflesso sulla tonalità di colore dell’immagine, la presenza di luce diffusa e il rischio di incappare in immagini fantasma. Personalmente preferisco ancora oculari semplici o semplicissimi per l’osservazione dei pianeti e delle stelle doppie, e grandangolari o ED per l’osservazione del Sole e della Luna, dove maggiormente si apprezza il grande campo apparente. Tra questi ultimi oculari le mie preferenze vanno ai Pentax XW (non potrebbe essere diversamente) ma ho trovato compagni ideali anche nei Baader Hyperion e nei Celestron XCel-LX.Vale la pena di mettersi in caccia di un Supermono o di un ortoscopico Pentax o Zeiss per osservare i pianeti ? Avendoli avuti in visione per qualche tempo devo dire che secondo me non vale la pena, ma chi li possiede probabilmente non la pensa così. Anche se provandoli mi sono piaciuti davvero molto (più i monocentrici che gli Zeiss o i Pentax) secondo me la differenza con i Circle-T e persino con alcuni ED di alta gamma è piuttosto risicata e pericolosamente vicina ad essere soltanto psicologica. Vedremo come saranno i nuovi Monocentrici APM-TMB, basati sul progetto Zeiss, ci torneremo sopra.Infine vorrei considerare gli zoom, che pian piano si stanno facendo apprezzare anche nel settore astronomico visto che in quello terrestre sono già ben affermati. Il più versatile è certamente il Baader, il cui range di focali si può espandere tramite una Barlow dedicata al punto di coprire quasi qualunque esigenza, ma personalmente lo uso di rado perché preferisco gli Hyperion coi loro anelli finetuning, e poi la realizzazione meccanica dello zoom Baader non mi sembra particolarmente focalizzata sull’uso astronomico, con certi portaoculari, ad esempio, è scomodissimo. Altri ottimi zoom sono i Tele Vue Nagler che mi hanno sorpreso più volte nelle osservazioni planetarie per l’ottima resa complessiva (ma il prezzo è  alto). Dal punto di vista del rapporto qualità/costo le mie preferenze vanno invece ai due zoom Tecnosky, che poi si ritrovano identici con altri marchi (TS, Lunt, Skywatcher, ecc.): sono decisamente più leggeri del Baader, offrono una qualità ottica più che dignitosa e nonostante la mancanza dei click-stop ho verificato che le focali si possono settare con precisione sufficiente per l’uso coi visori binoculari, se la distanza interpupillare lo consente. Da non trascurare anche lo zoom Orion. 

fonte: otticatelescopio.com

 

Introduzione:

Con questo articolo di oggi, vogliamo aiutarvi a scegliere il vostro telescopio tra i diversi a catalogo disponibili evidenziando i migliori per iniziare con ottimo rapporto qualità prezzo. La scelta del primo telescopio porta a tante domande e ricerca in continuo sperando di acquistare il miglior strumento al minor prezzo. L'esperienza insegna che la qualità si paga e non si può pretendere di fare l'affare dell'anno sentendosi furbi per aver acquistato su qualche marketplace al minor prezzo. Quando si sceglie un prodotto e dove acquistarlo bisogna pensare anche ai problemi di garanzia che viene riconosciuta in italia solo presso i rivenditori ufficiali. Perchè considerare la garanzia? Un telescopio quale problema può avere?.

I Telescopi difficilmente hanno problemi ma rispedire fuori italia un pezzo o tutto ha un costo elevato differente da quando lo comprate, può sembrare che voglia screditare i marketplace ma non è cosi, sono siti di affari si vero, ma poi? Chi mi assicura la qualità, l'autenticità, la garanzia e tanti altri fattori.

Comunque il mi articolo non è su questo, ma è un fattore da considerare nella scelta, anche del dove acquistare. Ora passiamo al nostro articolo augurandovi buona lettura.

Continua a leggere

fonte: otticatelescopio.com

data: 19 Maggio 2018

 

Questo piccolo articolo su i prezzi dei telescopi vuole chiarire alcune cose, molti vanno alla ricerca del prezzo più basso pensando di essere furbi e di fare l'affare del secolo ma bisogna prestare molta attenzione perchè nel prezzo possono essere nascosti dei problemi.

Di seguito vi riporto i problemi che si possono riscontrare:

Continua a leggere

Autore: Antonio Chioccarelli

 

Introduzione:

Dal momento che tanti curiosi domandano spesso un consiglio su cosa acquistare per iniziare a praticare astrofotografia, di seguito una raccolta presa tra vari tutorial ed esperienza personale di alcuni suggerimenti e informazioni utili.
Premessa. Io personalmente sono sempre stato un’amante del cielo, natura, antichita’ ecc, per motivi che non elenco, non ho potuto all’epoca inseguire il sogno di proseguire gli studi dopo le medie, volevo fare scientifico e proseguire nel campo astronomia, ma questo non mi ha impedito di curiosare, leggere, studiare in modo autonomo, con tutti i limiti del caso.
La mia prima esperienza con il guardare il cielo risale agli anni 90, a Padova, iniziai a frequentare l’osservatorio e a guardare piu’ che capire, le meraviglie del cielo.
All’epoca non era come oggi, gli strumenti astronomici costavano tanto, anche quelli piccoli e usati, la fotografia era su pellicola e avevi idea di quello che fotografavi solo dopo aver fatto sviluppare la stessa, ovviamente da un buon fotografo.
Il mio primo strumento, un Newton, non ricordo le caratteristiche, ma ricordo che comprai una macchina fotografica per praticare l’astrofoto, la Yashica FX3000, che ancora conservo con cura.
Provai qualche volta, ma un po’ i risultati non erano come speravo, un po’ la vita che correva, ho lasciato l’operativita’ per un bel po’ di anni, ma senza mai abbandonare la parte teorica.
Nel 2004 mi cimentai all’acquisto di un Celestron C8 con il quale lo stesso, ho fatto poco, giusto il visuale, fino al 2014, quando finalmente ho deciso di dedicarmi appieno a questa passione, pian piano ho preso le varie attrezzature adeguate per poter iniziare a fare astrofoto in modo costante, e quindi, prima una reflex Canon 60DA, poi il Celestron C11 e il ED80, poi dalla reflex dopo 6-7 mesi passai alla CCD QHY8L che uso tutt’ora, poi la Nextimage 5 per il planetario fino a qualche mese fa quando sono passato alla Asi 224, e ancora non sono espertissimo al 100%.
Tutta questa premessa per far capire innanzitutto che per questa passione non ci vuole per forza laurea, o cose fantascientifiche, ma semplicemente la PASSIONE e basta, poi le cose avvengono pian piano, con pazienza e voglia.


Condivido una passione e mi piace parlarne, esprimo concetti e consigli sulla base di quello che ho studiato ed appreso fino ad ora con tutti i limiti del caso. Come in ogni cosa, non ci sono regole fisse e idee sbagliate, così come ogni mio pensiero è e resta soltanto un’opinione personale.

Continua a leggere

Autore: Otticatelescopio.com

Telescopio no Problem

 

Introduzione:

Hai acquistato un telescopio su Amazon, Ebay e non sai come utilizzarlo, o hai bisogno di una consulenza, un consiglio per un accessorio? Nessun problema ti possiamo aiutare noi. 

 

Servizio Offerto:

Otticatelescopio.com offre un servizio assistenza e consulenza a pagamento, per chi cerca un aiuto per imparare ad utilizzare il proprio strumento, dalle nozioni base, all' astrofotografia.

Continua a leggere

Gli Oculari

 

Introduzione:

Gli oculari portano alla strumentite? Noi diciamo di no, ma prima spieghiamo per chi non conosce questa parola "strumentite" cosa significa.

La Strumentite è quando si acquistano tanti accessori per telescopio e a volte anche quelli che forse non utilizzeremo mai, ma non è una malattia non vi preoccupate, è solo un modo ironico di dire che la passione prende cosi tanto da riempire il vostro strumento di accessori.

 

Ritornando al discorso oculari, quindi dobbiamo sapere che essi servono, basta solo avere quelli giusti e non quelli che a causa del limite del nostro strumento possiamo utilizzare mai o raramente. Come sappiamo il limite del telescopio è il limite degl'ingrandimenti che possiamo ottenere in rapporto al diametro dello stesso.

Continua a leggere

L'utilizzo dei Filtri colorati e non solo per Telescopi

fonte ispirazione articolo: hoerspielpage.de

Tradotto e ampliato in Italiano da Stefano Letizia

 

Filtro Giallo No.12

Questo filtro colorato da 1.25" Pollici ha una trasmissione del 74%

Continua a leggere

Negozio Telescopi e Prodotti per l'astronomia in Campania

Negozio specializzato nella vendita online di strumenti astronomici binocoli e microscopi. Prodotti per l'osservazione, lo studio e l'astronomia, anche mini pc e stampanti 3D, prodotti per associazioni e elettronica informatica. Possibilità di ritiro di persona per Napoli, Caserta, Cassino, Frosinone, Roma. Offriamo Prezzi Bassi e scontati su tutti i prodotti proposti. Se cerchi un telescopio astronomico sei nel posto giusto.
×

TOP

Punto Vendita Aperto al pubblico, siamo un negozio specializzato vendita e assistenza!

Siamo Aperti dal Lunedi al Sabato dalle 10:30 alle 13:00 / dalle 16:30 alle 19:30.

Chiuso Giovedi e Domenica

Per Maggiori Informazioni

Punto Vendita