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La Storia di Halloween

La storia di Halloween risale a tempi molto antichi ricercando nelle origini terminologiche di Halloween, alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona - o nella festa dei morti chiamata  Parentalia. La festa di Halloween viene più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain originariamente scritto Samuin. Il nome della festività deriva dall'antico irlandese con significato "fine dell'estate".

Nell'840, la chiesa cattolica con Papa Gregorio IV istituì ufficialmente la festa di Ognisanti, tutti i Santi per il 1º novembre: forse questa scelta era dovuta per dare continuità col passato, sovrapponendo la nuova festività cristiana a quella più antica. 

Ritornando all'antica origine: Il festeggiamento Celtico di Samhain era un tempo per raduni festivi e dai testi medievali irlandesi è emerso come anche gli incontri soprannaturali avvenissero in questo giorno e da cui scaturisce in un periodo successivo affermando il tema della morte con il festeggiare con delle maschere macabre.

Negli Stati Uniti con l'immigrazione Irlandese prende forma questa festa riconosciuta con il protestantesimo "laica" dal nome Halloween che negli ultimi anni un pò ovunque nel mondo ha  assunto carattere consumistico, con un oscuramento progressivo dei significati originari ad arrivare al "dolcetto o scherzetto".

Da Dove prende Origine il nome Halloween?

La parola Halloween deriva dalla variante della lingua scozzese, precisamente All Hallows' Eve che tradotto significa "Notte di tutti gli spiriti sacri", che alcuni siti web vogliono far passare coprendone la reale origine come la  traduzione di vigilia di Ognisanti. Quindi trasformando la trascrizione dall'inglese arcaico "All Hallows' Day" all'inglese moderno con "All Saints' Day" per poi arrivare nel 1956 con la parola "All Hallows' Eve".

Stando alla cultura letteraria l'origine andrebbe ricercata nel racconto del personaggio di Jack O' Lantern che fu condannato dal diavolo a vagare per il mondo, di notte, alla sola luce della zucca "scavata" contenente una candela  da dove prende forma la parola che oggi conosciamo con il termine Halloween siccome in inglese per scavare ( atto di scavare ) si  traduce in "to hollow".

I Simboli di Halloween

Simboli e Oggetti associati ad Halloween si sono formati col passare del tempo, ad esempio ricordando il racconto di Jack O' Lantern nasce l'uso di intagliare zucche con espressioni spaventose o grottesche, mentre intagliare rape per farne lanterne stanno a ricordare le anime bloccate nel Purgatorio.  Come è ben chiaro il simbolismo di Halloween deriva da varie fonti, inclusi anche i costumi e opere letterarie e cinematografiche fino ai giorni nostri ma sempre come tema "la morte", "l'occulto", "il male", "i mostri", "il soprannaturale" e perfino i colori come il Nero, viola e arancione tradizionali di questa festa.

Da dove nasce Dolcetto o Scherzetto?

Dietro un gioco all'apparenza innocente c'è sempre un richiamo al male che come abbiamo visto fino ad ora tende a nascondersi dietro mentite spoglie per poi far ripercorrere il vero significato. La parola "scherzetto" viene dall'inglese che tradotta in trick, assume un significato di una sorta di minaccia di fare danni ai padroni di casa o alla loro proprietà, se non viene dato alcun dolcetto o ricompensa (treat).

La pratica di mascherarsi risale al Medioevo rievocando l'atto dell'elemosina, ovvero quando la gente povera del tardo medioevo andava di porta in porta sopratutto nel periodo di OgniSanti chiedendo aiuto e ricevendo cibo in cambio di preghiere i morti dei benefattori nel giorno della ricorrenza dei Defunti del  2 novembre. 

Riferimenti religiosi

Se andiamo a leggere la Bibbia possiamo ben capire che questo richiamo all'oscurità e a tutto quello che la circonda ha sempre e solo un significato che riporta al male. 

San Paolo nella lettera agli Efesini scrive:

Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l'ira di Dio sopra coloro che gli resistono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce;  il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate ciò che è gradito al Signore,  e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. 

 

In Conclusione?

Come'è ben chiaro da un'attenta ricerca riportata in questo articolo questa non è una festa ma un rievocare un qualcosa di antico e macabro che cerca di nascondere le sue fattezze attraverso l'innocenza e il gioco traendo in inganno coloro che non hanno Luce per vedere ciò che è celato dal buio, o molti hanno paura di scoprire la verità e vedere nel buio, scoprire cosa si cela dietro l'angolo.

halloween ha rovinato la vita

Un Fatto realmente Accaduto

Dolcetto scherzetto? Halloween ci ha rovinato, una festa ci ha cambiato la vita per sempre

 Tratto dal sito: La Luce di Maria

Dolcetto scherzetto? Halloween ci ha rovinato, una festa ci ha cambiato la vita per sempre
Nessun dolcetto, né scherzetto. Ma droga e stupri e sangue. «Non eravamo mai stati a una festa di Halloween: ci sembrava una cosa stupida e superficiale. Ma questa persona di mezza età, così distinta, così educata e cortese che ci invitò con garbo ad andarci, ci convinse. Soprattutto per la curiosità, una volta, di vedere».

Nel 2005 aveva ventuno anni Car­men (nome di fantasia, ndr) e il suo fidanzato due di più. Lo incontravano da tempo, quel signore distinto di mezza età, quasi ogni mattina nel bar dove facevano colazione, al centro di questa cittadina del Nord Italia. Spesso avevano scambiato quattro chiacchiere a modo: non che fossero diventati amici, ma lui abilmente, senza fretta, aveva saputo conquistarsi la fiducia dei due ragazzi. E alla fine diede loro l'indirizzo dove ci sarebbe stata quella festa di Halloween alla quale li aveva così amabilmente invitati.

Arrivarono, la sera del 31 ottobre di tre anni fa, in un casolare di campagna, isolato, deserto tutt'intorno. «Appena entrammo ci sembrò una cosa un po' ridicola, perché erano tutti in maschera, sebbene con abiti molto lugubri e tetri: streghe, vampiri, streghe, zombie». Una cinquantina di persone, forse poco di più, donne e uomini.

Due grandi sale e nessuna luce elettrica: soltanto candele, dappertutto. Musica, neppure troppo alta, in uno dei due stanzoni. «Quasi subito ci sentimmo imbarazzati: io e il mio ragazzo eravamo gli unici a non essere mascherati, a non avere il volto coperto». Il distinto signore non aveva detto loro che la 'festa' sarebbe stata in maschera.

«Mangiammo. Bevemmo cocktail alla frutta, ricordo che alcuni sapevano di fragola e altri di lampone». Non tutti i bicchieri li presero dal buffet, alcuni li porse loro sempre quel signore di mezza età e non ci fecero caso, poiché era assai gentile come al solito e com'era stato anche ogni mattina al bar.

Verso la fine della cena accadde qualcosa che «ci colpì molto», continua a raccontare Carmen con la voce che le si fa un filo: «Nella sala più grande entrò un uomo vestito completamente di nero, con un grande mantello ed un cappuccio sul volto. E tutti, nessuno escluso, tranne noi due, si misero in ginocchio ». S'avvicinò ad ognuno, lentamente, e a ciascuno impose le sue mani, mentre «tutti s'erano messi a parlare una lingua incomprensibile ». Ne furono assai «impressionati» entrambi. Pensarono tuttavia «fosse una specie di gioco che facesse parte delle feste di Halloween». Non conoscevano il mondo dell'occulto: «Credevamo che certe cose che si leggono o si sentono fossero solamente fantasie e invenzioni».

Perché però a quel punto non andarsene via e tornare a casa? Carmen e il fidanzato ci provarono. «Avevo mal di testa, nausea, mi girava la testa, volevo uscire – ricorda lei – andai verso la porta, ma era chiusa a chiave. Chiesi aiuto al mio ragazzo, ma neanche lui si sentiva bene e neanche lui riuscì ad aprire la porta, non ci riuscimmo nemmeno provando insieme». E qui finiscono i suoi, i loro, ricordi: barcollano sfumando nei giramenti di testa sempre più forti e infine in un buio vuoto.

Si risvegliò per primo lui verso le quattro del mattino. Scosse subito lei che dormiva ancora. Era nuda, completamente, aveva molti tagli sulle braccia e sul corpo, graffi, lividi e altri segni di abuso. Erano da soli: nel casolare non c'era più nessuno. La loro auto era ancora parcheggiata lì fuori, lui la portò al pronto soccorso dell'ospedale più vicino. Furono sottoposti a molti esami ed analisi. Lei aveva subìto violenze sessuali ed entrambi nel sangue avevano della Ketamina (una droga anestetica, utilizzata soprattutto in veterinaria, che deprime il sistema nervoso centrale, riduce la frequenza cardiaca e respiratoria e abbassa la pressione).

Qualche giorno, più tardi lui, il fidanzato di Carmen – che oggi è suo marito – tornò in quel casolare. E ci trovò il proprietario: «Dovete far finta che non sia mai accaduto nulla», disse l'uomo al ragazzo. «Cerchiamo di capirci subito: non dovete approfondire, ma lasciar perdere. Se non volete avere dei 'problemi' quella sera per voi non c'è mai stata ». Carmen era terrorizzata. Le arrivavano telefonate anonime. Non riuscì più ad uscire di casa per tantissimo tempo. Venne seguita da uno psicoterapeuta. Dovette spostarsi e, per un anno, andare a vivere col suo fidanzato a qualche centinaio di chilometri dalla loro cittadina, nella quale però non incontrarono mai più quel signore «di mezza età, così distinto, educato e cortese».

È stato terribile per lei dover rivivere, raccontandolo al cronista, quella notte. Non voleva farlo. Ci ha pensato a lungo. Alla fine ha solamente chiesto l'anonimato più assoluto, perché ha deciso di «far sapere, soprattutto ai giovanissimi che pensano a questa festa come a un appuntamento molto bello e molto ' cult', che proprio la notte di Hal­loween si fanno cose orrende». Per­ché «i ragazzi vanno messi in guardia, tanto, chiaramente, senza timori di andare controcorrente, soprattutto le ragazze».

Socchiude gli occhi, fa un respiro lento e profondo: «Oggi, quando penso ad Halloween, capisco che la mia vita è stata rovinata – dice prima di salutarci –. E che di questa rovina porto i segni sulla mia anima e sulla mia pelle»."

la luce splende nelle tenebre ma le tenebre non l'hanno accolts


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